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#5] INGLORIOUS BASTERDS.

 Allora, cosa mai e’ accaduto ieri, per me Venerdi’. Beh, tutto. A partire dalla colazione a base di Bagels, che sono buonissimi. Croccanti fuori, morbidi dentro, pomodori e philadelphia all’interno, succhino tropicana per buttarli giu’. Oddio si’, ne voglio ottantasei. Successivamente, guidati dall’autoctono Blake e da Chloe che ancora non ho capito chi sia, sotto il solito clima impietoso abbiamo fatto PARECCHIE miglia a piedi per finire da B&H, dove i simpatici kosher regalavano bicchieri d’acqua all’entrata e anche Eos 40D a quattrocentoventi euro tasse incluse che sono rimaste li’ perche’ noi stupidi mortali non proprietari del negozio piu’ fico del mondo non possiamo strisciare con l’electron nel paradiso del foto & video. Ne’ tantomeno prelevare piu’ di duecentocinquanta euro al giorno e oltretutto i suddetti kosher oggi stavano ben benino chiusi per motivi religiosi impedendomi (oggi per me e’ Sabato, intendensi) di tornare e procacciarmi il bottino. Dio, quanto rosico. No, dicevo…

Di poi, visitare la flower street e l’ufficio delle poste americane in preda al delirio per non aver preso la 40D di cui sopra (ancora rosico,ma me la faro’ prestivamente spedire, tzk) e girovagare fino a ritrovarsi per l’ennesima volta a Times Square. Che, ve lo assicuro, di giorno e’ fottutamente huxleyanamente intrippante. Ti metti fermo e vai in botta da sostanze pesantemente adulterate in quanto sei sopraffatto da colori, rumore, clangore, gente, esseri umani, cose, cartelloni, musica, odore di mandorle caramellate, paccottiglia trash, McDonald’s, grattacieli, gingilli, ambulanti, Police Recruitment che sembra un night club e ogni sorta di cosa assolutamente impensabile. Il tutto con 34 gradi celsius e umidita’ fuori controllo.

 Da Times Square alla quinta. Avenue. Dove ci sono il Plaza Hotel, Central Park e l’Apple Store, nuova mecca della sottoscritta. Beh, a dirla cosi’ sembra facile, neh? Aggiungeteci un temporale mai visto prima, con preludio di nuvole nere fantozziane sul Rockfellah Center e cats and dogs e da un momento all’altro goccioloni grossi quanto padelle e tuoni e fulmini e Freddo (questo assai gradito, va detto). Che si fa? Dopo una parentesi semiseria tipo "passiamo da negozio a negozio per non bagnarci, ripariamoci nella St.Patrick’s church, da bravi.." siamo rapidamente passati a "CORRIAMO COME DEGLI INVASATI GIU’ PER LA QUINTA AVENUE PRENDENDO TUTTE LE POZZANGHERE, FOTTENDOCENE DELLA PIOGGIA E ATTIRANDO L’ATTENZIONE DEI PASSANTI". E correre APPOSITAMENTE sotto il diluvio coi turisti italiani che si riconoscono per i sacchetti di plastica in testa che ti guardano male, passando davanti a Cartier e saltando nelle pozzanghere fino ad arrivare all’Apple Store davanti al plaza con i vestiti incollati addosso, i capelli che grondano rivoli d’acqua e il trucco sciolto in viso, ed entrare cosi’ nella mecca della Mela per scroccare la WiFi. Live Fast. Diobono..

 Naturalmente quell’ameno luogo mi ha rimessa al mondo. Ho tocchicchiato tutto e giocherellato con tutto, e sono ufficialmente passata alla mela, ma quello ve lo narrero’ successivamente. In ogni caso, all’Apple Store in fondo alla 5th Ave, che tra l’altro e’ aperto ventiquattr’ore su ventiquattro, TUTTI vanno a scroccare internet. Sembra un brulicante alveare di alienati. Giuro. Non divaghiamo.

 Dopo un’ora altamente ricreativa che mi ha fatto volere TUTTO quello che stavo vedendo, asciugata alla bell’e meglio e Assolutamente Impresentabile, giustamente arriva l’ora di andare a conoscere Il Fotografo. R.F., Farber Senior. Insomma, il babbo di Blake. Altra camminata allucinante fino all’upper east side per arrivare in questo fantastico luogo che e’ la casa/galleria dell’artista in questione. Non vi dico niente, andate e documentatevi su www.farber.com …Io vi ammetto che davanti ad un paio di stampe visione live ho avuto veramente i brividi. L’arte di quest’uomo -e la sua personalita’ totalmente rilassante ed easygoing- mi hanno lasciata assolutamente senza parole. E ci siamo ritrovati a guardare "Extreme Restaurants" seduti sul suo divano. Bizzarrescamente surreale. Ad ogni buon conto, dopo le due ore in cui sono caduta in crisi mistica di ispirazione fulminante davanti alle opere del Signor Fotografo, abbiamo raggiunto Luigi, l’emigrante for dummies (http://emigrationfordummies.wordpress.com) col quale avevamo appuntamento alle otto per cenare e andare in missione segreta. Logicamente alle otto eravamo ancora all’altezza di Park Avenue, ma questo fa parte del terribile DNA italico.

Cena da Yum Yum Thai con Clemence, Luigi, Blake & Bro e ritorno alla realta’ in quanto se avete notato non e’ stato nominato cibo dopo il Bagel e no, non e’ un caso. Non ho mai amato i Noodles come ieri sera, giuro. Finito il pit-stop alimentare, via alla volta della missione segreta: "INGLORIOUS BASTERDS". Uscito ieri sera stessa all’Empire di Times Square, visto in prima fila perche’ c’era anche il mondo in quella sala (giuro non potete capire gli Yankees che casino fanno a vedere i film, le risate registrate per le battute delle sitcoms sono sospiri a confronto), quasi tre ore di commozione reverenziale mia nei confronti di Quentin. Grazie Quentin, GRAZIE. Veramente. La sequenza in cui Lei si prepara per la "Revenge of the giant face" con quei particolari sulla veletta nera e sul rossetto, io la ho Adorata. Grazie Quentin, cristo!GRAZIE.

Non ho parole veramente, una perla. Ineccepibile. Si’, potete rosicare. Ampiamente. Sono ancora basita positivamente. Quentino, oh Quentino. Inglorious Basterds. Visto. Non ci posso credere ancora. I particolari, le tarantinate, Hugo, gli scalpi. Me-ra-vi-glia. Ah gia’…Come dite? Nelle lande natali deve ancora uscire…? UPS! MADDAIIIIII?? DAVVERO??? *risata dal retrogusto vagamente mefistofelico*. Cambiando discorso, tanto state gia’ rosicando, DOPO i Basterds, non contenti di quasi centottanta minuti di film, ci siamo Imbucati di nascosto a vedere "UP!"…Dai il cartone animato dell’omino che si porta a giro la casa legata ai palloncini…Ecco, quello. In 3D. Con tanto di occhiali appositi. E’ andata bene che la stanchezza mi abbia vinta e fatta addormentare o avrei SICURAMENTE frignato come faccio ormai SEMPRE davanti alle cose tenerelle, pf. E comunque siamo usciti dall’Empire alle 2.25am dopo esservi entrati alle 10pm. Posso lasciarvi intravedere l’alienazione che questo possa dare.

 Ritorno a casa a piedi o quasi, minitwix messi in freezer a riprendersi dallo shock termico -e questo dovrebbe farvi intendere quanto critico sia il clima da queste parti in questi giorni- e poi a nanna, perche’ oggi ne sono successe anche di piu’. Ma ve le racconto appena passo la frontiera. Ho nove ore di treno verso il Canada per farvi il resoconto odierno, le cascate del Niagara attendono, e sfruttero’ il viaggio negli sconfinati spazi americani extracittadini per narrarvi ben bene che: il Guggenheim e’ sopravvalutato. La statua della Liberta’ e’ verdina. L’empire State Building Observatory di notte e’ una FIGATA immane. I miei capelli sono rimasti praticamente tutti sul pavimento di Amour de Hair su Lexington Avenue. Ho deciso che voglio trasferirmi nel Greenwhich Village, e ci faro’ uno speciale da blog. Descrivervi ben bene come e’ la situazione del Lower East Side. Che e’ pieno di scherzi della natura. Quindi, Stay Tuned!

E ricordate…Esiste, davvero:

2 Risposte

  1. anonimo

    http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo458134.shtml

    bada chi :)

    *

    ah, check FB, c’è un pò di foto che devi vedere

    manchi.

    agosto 24, 2009 alle 12:15 am

  2. ninetwofivetwo

    Ora ingabbiano anche me XD XD XD!

    FOLLIA FOLLIA FOLLIA GLI HO PRESTATO UN ACCENDINO A LUI IO! XD

    agosto 24, 2009 alle 5:26 am

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