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#6] Lasciare le caviglie a NYC



e anche il cuore.

E’ esattamente quanto è accaduto all’intrepida turista per caso, che poi sono io tzk, ieri.

Logicamente per l’assioma dell’ultimo minuto della Legge di Murphy siamo riusciti a fare tutto. E con tutto intendo i biglietti per il trasbordo nella terra degli aceri in corso d’opera da oramai otto ore, la Circle Line Cruise votata 9 su scala decimale di attrazione per turisti, io il Guggenheim, l’Empire Sky Deck e il parrucchiere.Dalle undici antimeridiane a mezzanotte. Dopodiché, la morte. Ma andiamo con ordine.

Risveglio con milleseicentododici gradi alla magione F. che consiste di: una cucina-sala da gioco con un botto di consolles-camera per gli ospiti-salotto-disimpegno, la camera ufficio di B. col condizionatore, la gatta Pia e la wireless da rubare ai vicini e un bagno. E basta. Sarà FORSE grande meno di casa mia e contiene oggetti praticamente in ogni sfruttabile angolo, indi per cui oltre ad avere quel tocco di punkcharme ed essere al quinto piano (sopra DUE ristoranti indiani che hanno al loro interno QUINTALI di lucine accese penzolanti dal soffitto. Tutto l’anno. Vedere prove annesse subito sotto) raggiunge in tempo zero temperature di fusione nucleare. Allora bene. E’ locata come già accennato sulla prima strada di Lower East Side, il che la rende facilissima preda di ogni fenomeno da baraccone. Ma quel quartiere ha that something, in ogni caso. Quel non so che.



voi che dite?


(Hey B., if you look closely you might see Pia waving "Ciao!" to you and us! :D )


Qualcosa che lo rende peculiare rispetto a strade come la 5th all’altezza di Cartier, che altro non è che la gigantografia della nostra Via Cavour. Vuoi mettere con la strada da cui trasmettono l’East Village Radio dallo Scantinato, ad ogni ora del giorno e della notte? Vuoi mettere con la strada ai cui incroci si annusa oppio come foss’antani? Vuoi mettere col caffè gestito da due gayetti da competizione che per colazione mi hanno dato questo?

 - Berries & Chantilly in a Choc Bowl.

Nah. Non vuoi mettere. Non c’è Cartier o Ferragamo o Macy’s che tenga. No way.

Comunque, prima tappa del Sabato mattina: Circle Line. Un’ora e un quarto di barchetta intorno a Manhattan. Io ho fotogrgafato lo skyline per dieci minuti e poi ho iniziato a fare quello che in questi giorni mi rende Davvero contenta: collezione di sconosciuti. Lo so, un giorno mi stroncheranno tutti i denti beccandomi, ma rubargli un attimo e imprigionarlo per sempre, far mio un loro sorriso o una loro smorfia beh…E’ impagabile.

Comunque mi sono dedicata anche al panorama fluviale circostante e a quella bella signorin verdina un po’ in carne, nonché alla ripresa di Gotham City.


Dopo il giro ludico idrico, mi sono avventurata su per la Lexington per andare al Solomon Guggenheim. Devo dire che la struttura interna è paurosamente figa, ma le collezioni striminzitine.


 Sono rimasta delusicchia, ma ho rivisto volentieri "Gruppo in Crinoline" di Kandinskij. Mentre sono in coda per la toilette museale ultrafashion vengo colta da un raptus folle. Voglio, anzi Devo, tagliarmi i capelli. Ora. Immediatamente. Constatando che non ce la farò mai a farmeli fare a Greenwhich Village, volo indietro sulla Lexington ed entro da "Amour de Hair"

 

dal quale uscirò solo un’ora dopo, successivamente ad un taglio allucinantemente Shane effettuato dalla bionda venezuelana che non ricordo come si chiama ma ricordo che mi ha detto di stare attenta alla giugulare perché aveva i postumi della sera prima. Ottimo. Mi affido comunque alle sue manine proferendo  "something boyish BUT feminine" e costei mi accontenta sforbiciando via ciocche e ciocche e ciocche. Risultato? Dal negozio alla Subway sull’86esima -due blocchi, cinque minuti- mi fermano due tipe che volevano farseli tagliare nello stesso modo, chiedendomi da chi e dove li avessi fatti. Una oltretutto era palesemente una milf. Ottimo. Tutta ringalluzzita dal mio cervello sgombro vado verso il Village per il meeting point serale.

Offro una gomma alla fragola ad un barbone che avanza pretese volendo quella sweet e non quella sour e ci scambio due chiacchiere. Porto avanti il progetto-sconosciuti in the subway, con risultati soddisfacenti. *pavoning*



Nel West Village girello alla volta di Washington Square, e continuo ad essere affascinata da quel luogo, dalla gentilezza delle persone che se ti perdi ti accompagnano, dallo Stonewall Inn, dalle casette vittoriane basse e scurite dal fumo, dai parchetti che sbucano dal nulla e dai negozi di Vintage dove ogni volta che passo rischio di vendere un rene. E non sono cari. Per nulla. Niente cena neanche ieri, NYC ti toglie la fame perché sei troppo impegnato ad osservare qualsivoglia cosa ti vada circondando, carica di iperstimolazione sensoriale. Mangi colori, rumori, contatto umano anche irrichiesto. Prendiamo Washington Sq., ieri alle ventuno ore locali c’erano i fenomeni da baraccone che facevano le magie -credo-, quattro invasati a fare il bagno nella fontana (invidia, invidissima), dei manifestanti per un ricorso alle indagini dell’undici Settembre e una miriade di persone. Un punk strafatto mi ha chiesto se volevo cantare mentre lui suonava la chitarra. A QUESTI livelli di anomalia. Ah, ho declinato eh. u__u’.

Tappa successiva: Empire State Building, osservatorio all’86esimo piano. Code indecenti per salire, italiani ovunque e ho battuto i ginocchini sul marmo perché L’IDIOTA dietro di me ha alzato il cordone di velluto per sgamare non vedendo che stavo sgamando io. Niente dentata, sono elegantemente sfracellata al suolo in silenzio cadendo su entrambi i ginocchi e rialzandomi tipo molla fingendo di star bene viste le centinaiaw di persone presenti. New York di notte dall’alto è come non so… Così:



ho l’impressione di aver beccato un ufo in long exposure, lì a sinistra. Perché è così anche nell’originale. E non mi pare un aereo.


e devo dire che a parte la coda ne è stravalsa la pena.

Chiuso col botto camminando per TRENTACINQUE isolati fino all’Apple Store. Trentacinque isolati sono tanti. TANTISSIMI. Si calcola un miglio ogni dieci, credo, le equazioni le fate voi. Le mie caviglie hanno dato forfait agli ultimi cinque e i miei piedi urlavano pietà, ma il fine ha giustificato i mezzi. Entrati, volati, strisciati duecento euro sull’unghia e portato a casa iPod Touch 16giga che sto coccolando Geloserrimamente in quanto segnerà con Safari la fine della mia vita sociale. Addio, è stato bello! Tra l’altro, così en passant fatte le cinque a sincronizzarlo. E fatte le sei a sistemare il blog e scrivere i saluti a Blake che è a suonare a Boston questo weekend. Alle otto stamani la sveglia ha suonato per andare a prendere il treno verso Canada oh Canada, mezzo sul quale sono ora e di cui narrerò dopo, e più volentieri avrei bevuto del cianuro. But it’s New York, baby, and if it never sleeps, neither you do.

Devo scendere da qui, sono seduta da nove ore precise  e penso impazzirò presto. Maledette distanze immense. Edit notturno, ho appena visto che la cosa della mostra di Hyman sta prendendo campo in terra italica e devo ammettere che la cosa mi basisce!!!

7 Risposte

  1. anonimo

    che dire…
    i racconti sono meravigliosi,
    le foto sono meravigliose,
    i panorami immensi e luminosi di NY
    sono da togliere il fiato,
    però…!!
    però….dovevi cantare con il punK!
    dovevi farlo,Marr! :D

    agosto 24, 2009 alle 9:48 am

  2. anonimo

    ah e la cosa che mi preme di più adesso è vedere la tua nuova chioma. :)

    agosto 24, 2009 alle 9:55 am

  3. anonimo

    il Canada. Il migliore amico della mia donna. SSSì.

    agosto 24, 2009 alle 12:14 pm

  4. anonimo

    Del land ci ho avuto paura XD e la chioma…..se ne andò, viiiiiiiiiiiia XD

    agosto 24, 2009 alle 2:48 pm

  5. anonimo

    iu uin
    XD

    c’è peppo IN GONNELLINA YUBARI + OCCHIALI A CUORE che gioca a calcio fuori nel prato, fa te.

    agosto 25, 2009 alle 12:21 am

  6. goBACK

    in effetti la bambina di foto 7 ha l’aria di volerti ammazzare…

    ma per il progetto-sconosciuti vale la pena ;)

    Antonio.

    agosto 25, 2009 alle 11:09 am

  7. Makty

    splendide tutte le foto,complimenti!!!

    agosto 25, 2009 alle 12:11 pm

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