Canada, oh Canada… Quanto sei lontano? Esattamente nove ore di treno, che non finiscono più. Va detto che i ferromezzi locali,comparati a trenitalia sono delle autentichue magioni-reggia su rotaia, ma cazzo dopo nove ore qui dentro inizio a sentirmi un attimo come Jack Torrance a metà stagione all’Overlook Hotel. Darò di matto e ammazzerò tutti, inclusi e per primi i due ebrei kosher della fila accanto. Ma andiamo con ordine. Stamani dopo due ristoratrici ore di sonno (…) mi sono svegliata di pessimo umore. Il tempo era stabile, leggasi bruttino e volubile con caldo e temperature schifide. Ottimo. Con 14.5 chilogrammi sulle spalle, la canon su una spalla e la tracolla sull’altra, trotterellare giù per 1st Ave. è stata un’esperienza alienante. Sherpa. Uno sherpa. Comunque, prima di scendere le scale un’ultima volta ho salutato Pia -che è ultra ciarliera per essere una gatta femmina- e mi sono decisa a rantolare lungo la via con una stretta al cuore. Mi mancherà la minicasa Farber, uff.
Volata modalità Pantani alla stazione della quale porto ancora i segni come mal di spalle distruttivo, arrivo sul filo di lana sudati fracidi e pressati come tante amabili anchovies in a can e boarding su questo simpatico treno, che come dalla stazione di Madrid parte da sottoterra. Ressa similitalica per accaparrarsi un posto, lancio e abbandono del mio zaino nelle mani diddio perché tenerlo ancora addosso mi avrebbe uccisa e via, partenza. Noto con piacere la presenza delle spine per nerdare e la divanosità dei sedili e quasi mi rinfranco quando appaiono loro: i Kosher. E questa sarà una storia lunga.
Lui: giovanissimo, ma in tenuta da rabbino. Lei: vestita in modo assolutamente incongruo e anni Settanta, con turbante in testa. Loro: portano UNO SCATOLONE ma ONE di cibo apposito per loro stessi, e all’alba delle dieci e quindici cominciano a sgranocchiare cose incomprensibili. Sono le diciannove e trentuno adesso e non hanno smesso. Lui: si abbiglia da Rabbi nel corridoio del treno e declama la Torah neanche troppo sottovoce, lei: occupa da sola tre sedili. Loro: mangiano. E impediscono a chiunque altro di sedersi. Io: decido che sarà un Lungo viaggio e inizio a leggere Rushdie. Il resto del tragitto lo passo a sincronizzare il mio iTouch, Brian. Slade. E mi godo un tramonto sull’acqua.
Dopo ben undici ore a causa di ritardi random avviene l’allunaggio e border crossing in terra di bandiere con aceri. Fa freddo, freddissimo rispetto a NYC. E’ buio, e io odio arrivare nei luoghi la sera, ma stavolta farò un’eccezione in quanto il lato canadese delle Falls assomiglia ad una Las Vegas tascabile. Raggiunto l’ostello in Cima a McGrail Ave. si scopre che questo è gestito da due hippies inquietanti. Lui è sicuramente fatto d’erba perché se la prende troppo comoda e ragiona dei fuochi d’artificio per dieci minuti, e devo ammettere che lo invidio. Lei gira senza scarpe e giulivamente ci illustra il palazzo. Bonus: gli ippi son simpaticoni, c’è il bagno a due passi, è pulitissimo e la wireless prende in camera. Io sono con due ore di sonno sulle spalle dal giorno prima, ho due occhiaie che potrei essere un personaggio di "Trainspotting" MA live fast, ergo Si Esce.
Questo luogo consta SOLO di Clifton Hill e Victoria Rd. ed entrambe sono la patria del Kitsch. Museo del palazzo fatto di Lego, Museo delle cere delle Rockstar, Burger King di Frankenstein, Caramellai e Junk Food ovunque, Ruota Panoramica, Sfingi che parlano, Joker in vetrina nei negozi, cappelli di piume, pasticceri in vetrina che FANNO il caramello,



e…..
Dio è nella Glaceau Vitamin Water. Credo seriamente che proverò ad importarla.
E poi…i Colorini. E i gusti assurdi tipo fragola e kiwi. Oddio. Da’ dipendenza.
e questo coso che copre il fabbisogno intero di calorie di una favela di Rio de Janeiro è un brownie con sopra cioccolato bianco fuso. Rihi lo voterebbe 10/10, e io faccio lo stesso. Non sono riuscita a finirlo, sono ‘na tragedia lo so.
Domani, anzi dopo, Niagara Falls "Maid of The Mist Tour".
Ovvero: come SOLO A ME su circa duecento scemi vestiti da preservativo bluette, è volato via l’impermeabile sotto le cascate. Non v’erano dubbi. neh?
Ah, a proposito… Le cascatine del Niagara sono tipo…Così.
!
US Side…
…Canadian Side.
Sempre Lode alle esposizioni lunghe trenta secondi, e ora vogliate scusarmi ma ho un tramonto dell’Ontario da fotografare downtown!
madonna che fighe le foto nuove
Aldo ha il mio contatto msn (o skype, non ricordo bene) se mi contatti ti aggiungo su facebook e ti taggo nelle foto di newyork di Clemence. Buon divertimento.
agosto 25, 2009 alle 1:22 am
Provvedo. Sto interpellandolo sul tuo cognome per aggiungerti al volo ma l’esito è negativo.
Stanotte metto su quelle della cascata, mi sto buttando via per quanto riguarda il lato street-expressive *_____*!
agosto 25, 2009 alle 1:27 am
come hai potuto non fermarti da Boston Pizza
Proprio qualche giorno fa su Repubblica uscì un articolo sulle varie marche di vitamin water ed io pensai: staranno solo in America…! …noi abbiamo ancora l’acqua idrolitina
agosto 25, 2009 alle 11:21 am
che bello!
:D:D
tutto quel trash!
le cascate che meraviglia!
cerco di immaginare la scena dell’impermeabile che se ne vola!
continua così,Marr!
agosto 25, 2009 alle 1:28 pm
Antò ci ho cenato da Boston Pizza, e si mangia anche bene!
Penso che diventerò reseller della glaceau, dici che funziona?
Mari, ora te la scrivo XD
agosto 25, 2009 alle 4:32 pm